NBA Zones #2 – Northwest Division

Seconda puntata del viaggio tra le sei Division della lega NBA: oggi analizziamo l’interessante Northwest Division!

 

1 – Oklahoma City Thunder: dopo l’arrivo di Carmelo Anthony, niente può distogliere i Thunder dall’unico obiettivo stagionale, ossia la vittoria del titolo. La panchina appare un po’ corta, ma con dei titolari del genere la cosa passa in secondo piano; ne vedremo delle belle. Potenziale quintetto: Westbrook-Roberson-George-Anthony-Adams; second unit: Felton-Abrines-Ferguson-Grant-Patterson.

2 – Minnesota Timberwolves: quest’estate è finalmente arrivato il salto di qualità che ogni tifoso dei Wolves aspettava da tante, troppe stagioni. L’innesto di Jimmy Butler eleva Minnesota tra le squadre da playoff in una Conference sempre più agguerrita, per cui il sacrificio di un paio dei tanti giovani interessanti risulta più che lecito. Potenziale quintetto: Teague-Butler-Wiggins-Gibson-Towns; second unit: Jones-Muhammad-Crawford-Dieng-Aldrich.

3 – Portland Trail Blazers: la franchigia di Damian Lillard rimane una potenziale sorpresa, anche se quest’estate poteva essere sfruttata meglio. Si è deciso di puntare sul draft, cercando di accaparrarsi i migliori talenti disponibili, ma questa scelta rende i Blazers una squadra momentaneamente mediocre rispetto all’alto tasso di competitività della Western Conference. Potenziale quintetto: Lillard-McCollum-Turner-Davis-Nurkic; second unit: Napier-Goodwin-Aminu-Swanigan-Collins.

4 – Denver Nuggets: l’arrivo di Millsap a roster è un ottimo passo avanti per una squadra che negli ultimi anni ha sempre dovuto lottare fino all’ultimo per un posto ai playoff. Neanche quest’anno l’impresa sarà semplice, anche se questi Nuggets sembrano avere il giusto mix di freschezza ed esperienza necessario a vincere la concorrenza. Potenziale quintetto: Mudiay-Murray-Chandler-Millsap-Jokic; second unit: Nelson-Harris-Barton-Faried-Plumlee.

5 – Utah Jazz: è necessaria una ricostruzione a Salt Lake City, dopo l’addio della star Gordon Hayward. La dirigenza, sfruttando bene il mercato estivo e il Draft, ha limitato i danni, ma è ancora difficile pronosticare una stagione positiva e ricca di vittorie per Gobert e compagni. Potenziale quintetto: Rubio-Hood-Sefolosha-Favors-Gobert; second unit: Exum-Mitchell-Ingles-Jerebko-Udoh.

Melo vola a OKC: i Thunder ora sono una squadra da titolo?

Finalmente, dopo anni di rumors infiniti ed inconsistenti, Carmelo Anthony è riuscito a cambiare casacca. E l’ha fatto in maniera parecchio clamorosa: la sua scelta, infatti, di unirsi ad un duo già di livello altissimo come quello formato da Russell Westbrook e Paul George, innalza gli Oklahoma City Thunder al livello dei top team.

Tra l’altro, quello che i poveri Knicks ottengono in cambio della loro stella è ben poco: Enes Kanter e Doug McDermott non sono altro che giocatori discreti, ed una scelta non può certo andare a pareggiare il valore di uno dei migliori giocatori NBA degli ultimi quindici anni. Affarone dunque quello compiuto dalla franchigia di RW0, che adesso può ambire legittimamente all’agognato anello soltanto sfiorato ai tempi del duo Westbrook-Durant.

Dopo l’arrivo a roster di George, molti storcevano il naso pensando alla difficile convivenza tra lui e The Westbeast; tuttavia ora la situazione è ben diversa: l’obiettivo della dirigenza è oramai stato svelato, ed Oklahoma adesso appare come una delle principali contender. Oltre a ciò, per questa trade i Thunder dovranno sborsare quasi 30 milioni di dollari di luxury tax: vincere è dunque l’imperativo.

Un’ultima considerazione: se già la settimana scorsa la differenza tra le due Conference era netta, dopo questo scambio diventa davvero abissale.

ROY Award Preview – Basketball Curiosities

Lonzo Ball (PG, Lakers): dopo l’immenso hype creato dalla sua famiglia, ma soprattutto dopo che i Lakers hanno affidato completamente a lui il futuro della squadra, non gli rimane che rispettare i pronostici. Il talento c’è, la personalità anche: il ragazzo sembra proprio destinato a dominare. Uno dei maggiori candidati per il premio, dunque, non può che essere lui.

De’Aaron Fox (PG, Kings): un altro che fa della personalità il suo marchio di fabbrica; oltre a ciò, stupisce l’incredibile atletismo che riesce ad avere nonostante il ruolo. La sua fortuna è quella di essere capitato in una squadra in totale ricostruzione come i Sacramento Kings, privi di un vero leader e bisognosi di trovare giovani in grado di mettere le basi per un futuro roseo. E questo non fa altro che aumentare le chance di vittoria del carismatico Fox.

Jayson Tatum (SF, Celtics): forse tra questi ragazzi è lui quello più pronto a misurarsi col basket senior. Ragazzo taciturno, ma per lui parla il campo: atletismo da vendere, ottima tecnica e percentuali di tiro di tutto rispetto fanno di lui uno dei prospetti più interessanti. Resta solo da vedere il minutaggio che gli concederanno gli ambiziosi Celtics.

Markelle Fultz (PG, Sixers): meritatissima prima scelta, ha stupito chiunque nel suo unico anno di college. Playmaker dotato di grande fisicità, si è fatto notare anche grazie all’incredibile coraggio con cui si prende dei tiri praticamente impossibili, e che segna pure. Forse avrà bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi nella lega, ma i freschissimi Sixers sono di certo tra le migliori franchigie per un giovane che vuole arrivare al top.

Dennis Smith Jr (PG, Mavericks): è arrivato al Draft senza fare troppo rumore, poi alla Summer League ha mostrato a tutti il suo valore. Point guard dotata di una velocità pazzesca, fa delle penetrazioni al ferro il suo punto di forza. I Mavericks hanno scommesso tutto su di lui e di certo lo faranno giocare parecchio, l’impressione è che non rimarranno delusi.

Altri cinque giovani da tenere d’occhio: Lauri Markkanen (PF, Bulls), Luke Kennard (SG, Pistons), Josh Jackson (SF, Suns), Donovan Mitchell (SG, Jazz), Justin Jackson (SF, Kings).

NBA Zones #1 – Atlantic Division

Oggi la prima puntata di questo viaggio tra le sei Division che compongono la lega NBA. Per ognuna di esse andremo a vedere i quintetti (e non solo) delle varie squadre ed a stilare un Power Ranking che poi aiuterà a comporre, tra qualche settimana, il Power Ranking generale delle due Conference. Si parte con la disomogenea Atlantic Division!

 

1 – Boston Celtics: squadra destinata a dominare l’intera Conference, battagliando con LeBron e compagni per la leadership. Una franchigia che ha vissuto una grande ricostruzione durante l’estate: ci vorrà un po’ di tempo per rodare le rotazioni, ma di certo l’aspettativa è alle stelle. Potenziale quintetto: Irving-Smart-Hayward-Morris-Horford; second unit: Larkin-Brown-Tatum-Nader-Baynes.

2 – Toronto Raptors: ad inizio estate sembrava ci fosse aria rivoluzionaria a Toronto, ma poi la dirigenza ha cambiato rotta. Il roster ha subito pochi cambiamenti rispetto all’anno scorso, il che mantiene i canadesi a metà tra le squadre da playoff ed i top team. Potenziale quintetto: Lowry-DeRozan-Miles-Ibaka-Valanciunas; second unit: Wright-Powell-McDaniels-Siakam-Poeltl.

3 – Philadelphia 76ers: l’era del Trust The Process è giunta alla fine, il che deve voler dire aumento delle vittorie. Il talento c’è, ora non rimane che far valere l’estrema freschezza del roster per puntare dritti ad un buon piazzamento playoff. Potenziale quintetto: Fultz-Redick-Simmons-Johnson-Embiid; second unit: Bayless-Stauskas-Covington-Saric-Okafor.

4 – New York Knicks: Phil Jackson è stato messo alla porta, ok, ma probabilmente questo non era il cambiamento di cui la Grande Mela del basket aveva bisogno. Le speranze di un cambio di rotta sembrano davvero scarse, Porzingis rimane l’unica nota positiva su cui basarsi. Potenziale quintetto: Sessions-Lee-Athony-Porzingis-Hernangomez; second unit: Ntikilina-Hardaway-Beasley-Kuzminskas-Noah.

5 – Brooklyn Nets: i derelitti Nets continuano a soffrire gli errori dirigenziali degli ultimi anni, anche se la principale mossa fatta quest’estate potrebbe rivelarsi vantaggiosa. Lopez è un ottimo giocatore, ma non un giocatore-franchigia, dunque la scelta di scambiarlo per talenti più giovani sembra azzeccata. E l’unica scelta rimane quella di sperare nel futuro. Potenziale quintetto: Lin-Russell-Carroll-Booker-Mozgov; second unit: Kilpatrick-Crabbe-HollisJefferson-Acy-Zeller.

MVP Award Preview – Basketball Curiosities

La nuova stagione NBA è alle porte: ecco i cinque principali candidati al titolo di MVP 2017/18!

 

LeBron James: inutile dirlo, se si parla di MVP non prendere in considerazione The Chosen One equivale ad un’eresia. Quasi 33 anni e non sentirli, lui rimane l’unico motivo per cui i Cleveland Cavaliers rimangono tra i top team della lega. Solitamente si risparmia durante la Regular Season per poi scatenarsi nei playoff, ma chissà che quest’anno King James non decida di deliziarci con le sue prodezze già da metà ottobre.

Kevin Durant: un altro che va citato per forza di cose è KD, tra l’altro vincitore dell’ultimo titolo di MVP delle Finals. Nonostante abbia intorno a sé tanti altri campioni ha dimostrato di essere un giocatore-franchigia, almeno per quanto riguarda le prestazioni sul parquet. Anche quest’anno si prevede quasi un trentello di media, che forse potrebbe riportarlo a vincere il titolo già collezionato nella stagione 2013/14.

Russell Westbrook: il miglior giocatore dello scorso anno subirà quasi certamente un calo delle prestazioni, vista l’aggiunta in squadra di un altro top scorer come Paul George. Tuttavia, considerando l’estrema completezza del suo modo di giocare, non è impossibile pensare che RW0 nella stagione 2017/18 possa bissare il titolo di Most Valuable Player della stagione 2016/17.

James Harden: arrivato ad un soffio dalla vittoria la scorsa stagione, anche per lui la previsione è quella di vedere un calo rispetto agli ultimi anni vissuti da solista. L’aggiunta di Chris Paul a roster, infatti, lo porterà ad avere molto meno la palla in mano, facendolo tornare un attaccante puro com’era ad inizio carriera. Questo però potrebbe anche giovargli: avere meno responsabilità in campo può anche voler dire giocare con la mente sgombra e di conseguenza giocare meglio.

Giannis Antetokounmpo: la sorpresa potrebbe essere proprio lui. In realtà di sorpresa non si può parlare, viste le medie extraterrestri di un anno fa che gli sono tra l’altro valse il titolo di Most Improved Player, e comunque ci sono pochi dubbi sul fatto che The Greek Freak quest’anno si dimostrerà ancora più dominante e completo della stagione scorsa.

Altri cinque giocatori da tenere d’occhio: Kawhi Leonard, Stephen Curry, Kyrie Irving, Anthony Davis, Damian Lillard

Luka Doncic: il futuro della lega NBA parla sloveno

Quando si pensa alla pallacanestro, la prima nazione mondiale che salta in mente sono ovviamente gli Stati Uniti. Ed è giusto che sia così, la vera cultura del basket risiede nel Paese a stelle e strisce. Ma a volte il dio del basket decide di distribuire il talento anche in altre parti del mondo, alcune volte in luoghi che davvero nessuno si immaginerebbe.

Ecco perché possono capitare, anche se molto raramente, storie come quella dello sloveno Luka Doncic, ragazzo che ha incantato tutti ad Eurobasket 2017 e che promette di avere un futuro stellare davanti a sé.

Nato a Lubiana nel 1999 (sì, avete capito bene), attualmente play/guardia alto più di 2 metri, Luka deriva da una famiglia di sportivi: il padre è stato un cestista di livello nazionale, la madre campionessa del mondo di danza a squadre. Ma il talento di questo ragazzo non è qualcosa di ereditario, qui si va ben oltre dei geni fortunati.

Infatti, fin da bambino Luka ha sempre mostrato la stoffa del predestinato, portando le sue prodezze anche da noi in Italia: nel 2012, infatti, portò la sua Olimpija Lubiana alla vittoria del torneo U13 Lido di Roma, sfornando in finale (contro la squadra di casa) una prestazione extraterrestre da 54 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Questa partita, tra l’altro, gli valse il primo contratto con la squadra per cui tuttora gioca ai massimi livelli del basket europeo: il Real Madrid.

Ma non furono solo le sue prestazioni incredibili a portarlo, nel corso degli anni, ad essere considerato per distacco il miglior talento europeo della sua generazione. Di lui stupirono l’incredibile dedizione, la meticolosità nell’imparare perfettamente ogni singolo fondamentale, la visione di gioco fuori dal comune per un ragazzo della sua stazza.

Ecco perché ora, guardandolo giocare, non lo si può criticare sotto nessun aspetto: tecnica di tiro praticamente impeccabile, ottima fisicità, disciplina ferrea, altruismo fuori dal comune. Un talento cristallino, un conglomerato di tecnica e atletismo da stupire anche i più navigati osservatori mondiali.

Tra l’altro, a condire tutto ciò pochi giorni fa è arrivata quella che probabilmente è tra le più grande soddisfazioni sportive della storia della Slovenia: la vittoria, totalmente impronosticabile, al Campionato Europeo di pallacanestro. Un trionfo giunto, tra le altre cose, dopo aver sconfitto in semifinale la Spagna, storicamente favorita nelle competizioni continentali, ed in finale la Serbia, altro top team che negli ultimi anni si è sempre piazzato tra i primi al mondo. Per Doncic un campionato vissuto da titolarissimo, risultando uno dei due giocatori decisivi (insieme a Goran Dragic) con oltre 15 punti a partita.

A questo punto, è praticamente impossibile pensare che Luka Doncic possa farsi soffiare la prima scelta assoluta al prossimo Draft NBA: davanti a lui si prospetta una carriera internazionale di primissimo livello, e chissà che magari questo incredibile ragazzo non possa entrare nell’olimpo dei migliori giocatori europei di sempre, al fianco di leggende come Dirk Nowitzki, Pau Gasol ed Arvydas Sabonis.

17 Ottobre: Si Ricomincia! – West

Il 17 ottobre si aprirà ufficialmente la stagione NBA 2017/18, dopo un’estate rovente ricca di trade e firme importanti, condita da un Draft destinato ad essere tra i migliori degli ultimi anni: andiamo a vedere come si presentano le trenta franchigie ai nastri di partenza.

Western Conference

Ad Ovest la competizione è sempre serrata e le squadre potenzialmente in grado di luccicare sono molte. Ovviamente partono da favoritissimi i campioni NBA in carica Golden State Warriors: d’altronde quando hai in quintetto Steph Curry, Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green non puoi neanche pensare di fare una stagione mediocre. Gli unici che potrebbero davvero creare qualche grattacapo ai ragazzi di coach Kerr sono i Houston Rockets del Barba Harden, che dopo la firma di Chris Paul hanno tanta voglia di arrivare in cima. Grande attesa anche per i Los Angeles Clippers: l’addio di Paul poteva lasciare un vuoto incolmabile, ma la dirigenza è stata brava a ricomporre la squadra in modo da evitare un crollo. Milos Teodosic può essere l’uomo giusto in cabina di regia, mentre Danilo Gallinari (sorvoliamo sullo stupido infortunio) garantisce punti e fisicità in ala; Lou Williams come sesto uomo completa una squadra che rimane di primo livello. Garanzia di buone prestazioni sono anche i San Antonio Spurs, che però stanno vivendo un cambio generazionale non indifferente: vedremo se il guru Gregg Popovich sarà in grado, anche quest’anno, di avere tra le mani un gruppo competitivo. Da prendere in considerazione per un posto tra le prime della classe anche i Minnesota Timberwolves: quest’estate la dirigenza ha deciso di sacrificare qualche giovane di buona speranza (LaVine e Dunn) per accaparrarsi un top player come Jimmy Butler e sperare finalmente in un considerevole aumento della percentuale vittorie. Impossibile non citare, tra le franchigie di buone speranze dell’Ovest, gli Oklahoma City Thunder: Westbrook ha finalmente ritrovato una spalla (che gli mancava dalla partenza di KD) in Paul George, ed in molti considerano questa coppia come una delle migliori dell’intera lega; curiosità anche per il rookie pescato dai Thunder al Draft, il duttilissimo Terrance Ferguson. Ottimo Draft anche per i Portland Trail Blazers: grazie ad una trade, infatti, la squadra di Damian Lillard ha potuto scegliere due lunghi molto interessanti come Caleb Swanigan (giocatore già pronto ma dal potenziale limitato) e Zach Collins (molto più acerbo ma potenzialmente un fenomeno). Attesissimi dagli addetti ai lavori sono i New Orleans Pelicans del mortifero duo di lunghi Davis-Cousins: quest’estate la squadra si è arricchita di qualche veterano esperto come Tony Allen e Rajon Rondo, oltre che di un giovane di buone prospettive come Frank Jackson. Escono arricchiti dal mercato estivo anche i Denver Nuggets, che in Paul Millsap trovano un top player da affiancare a Nikola Jokic. Arriviamo poi all’ultima fascia della Conference, quella composta di squadre che dovranno sudare per conquistarsi un posto in offseason: i Memphis Grizzlies da anni sono autori di stagioni sopra le aspettative, ma dopo un mercato discutibile i tifosi sono parecchio preoccupati; stesso discorso per gli Utah jazz, che dopo aver perso il loro miglior giocatore Hayward devono trovare la forza di rialzarsi sperando nei neo-acquisti (Rubio, Sefolosha, Jerebko, Udoh…) e nei giovani (Mitchell, Williams-Goss…). Altro punto di domanda sono i Dallas Mavericks: Nowitzki si avvia ormai verso la meritata conclusione di una carriera strepitosa, e di altri top player nel roster non c’è neanche l’ombra. La speranza è quella di mantenere un gruppo solido di buoni giocatori, come ad esempio Barnes, Matthews, Noel, e contemporaneamente sperare nell’esplosione di uno dei giovani: da questo punto di vista Dennis Smith Jr sembra davvero destinato a fare grandi cose, inoltre i due undrafted PJ Dozier e Johnathan Motley hanno le potenzialità per superare le aspettative. Infine le squadre che vedono nella gioventù la luce alla fine del tunnel, sperando già da quest’anno di risalire pian piano la china per essere, magari tra qualche anno, di nuovo al top: i Los Angeles Lakers, dopo l’addio di Kobe l’anno scorso, sperano di aver trovato un nuovo giocatore-franchigia nel discussissimo Lonzo Ball; inoltre i vari Kuzma, Ingram, Hart, Zubac possono dire la loro. Discorso simile per i Sacramento Kings: il grande interesse per la squadra deriva dal Draft, grazie a cui sono giunti a roster De’Aaron Fox, playmaker dotato di grande personalità, e Justin Jackson, un altro che non ha paura di nulla sul parquet, oltre a Frank Mason ed Harry Giles. Dall’Europa è arrivato Bogdan Bogdanovic, ieri inserito nel quintetto ideale di Eurobasket, che ha di certo un futuro roseo davanti. A completamento di un gruppo davvero buono qualche giocatore di maggiore esperienza come Vince Carter, Zach Randolph e George Hill. Ultimi, ma non per importanza, i Phoenix Suns, che possono vantare la terza scelta assoluta Josh Jackson oltre all’ormai top player Devin Booker.

17 Ottobre: Si Ricomincia! – East

Il 17 ottobre si aprirà ufficialmente la stagione NBA 2017/18, dopo un’estate rovente ricca di trade e firme importanti, condita da un Draft destinato ad essere tra i migliori degli ultimi anni: andiamo a vedere come si presentano le trenta franchigie ai nastri di partenza.

 

Eastern Conference

Le squadre della costa Est, anche quest’anno, partono sfavorite rispetto a quelle dell’Ovest. Tuttavia, i recenti movimenti di mercato hanno decisamente cambiato le dinamiche di Conference. Innanzitutto i Boston Celtics, autori probabilmente di uno dei più prolifici mercati estivi di sempre. Prima il Draft, con l’arrivo di Jayson Tatum, giocatore di grande talento e che appare più pronto di molti altri a confrontarsi con il basket dei grandi. Poi l’attesissima firma di Gordon Hayward, top player taciturno che si sposa perfettamente con l’etica del lavoro dei C’s. Infine la trade più discussa dell’estate, quella che ha ufficialmente decretato un cambio sul trono dell’Est: l’arrivo di Kyrie Irving in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder e poco altro, infatti, eleva Boston a prima forza della Conference, mentre i Cavaliers ora si trovano nettamente dietro. Proprio la squadra di LeBron ha sbagliato completamente il mercato estivo: zero scelte al Draft, zero firme importanti. Poi la decisione di Irving di lasciare il team, e la conseguente perdita del giocatore che negli ultimi anni ha spalleggiato divinamente King James. Ora i Cavs si ritrovano a dover ricostruire, per evitare di crollare del tutto. Dietro ai due top team sembrerebbe esserci poco o niente, in realtà però qualche franchigia interessante che potrebbe brillare quest’anno la si può individuare: innanzitutto i Toronto Raptors, che anche in questa stagione cercheranno di arrivare fino all’atto conclusivo della Conference sperando di sorprendere le big; poi i Milwaukee Bucks, squadra in rampa di lancio per eccellenza, che rispecchia perfettamente il suo giocatore simbolo, Giannis Antetokounmpo. Gioventù, talento e tanta voglia di spaccare il mondo: questo il biglietto da visita dei ragazzi di coach Kidd. Tra l’altro i Bucks, quest’estate, si sono arricchiti di un giocatore dal potenziale sfavillante come DJ Wilson. Oltre a Milwaukee c’è attesa anche intorno a Charlotte, che con l’arrivo di Dwight Howard e di vari giovani interessanti al Draft, come ad esempio Malik Monk e Dwayne Bacon, sembra essersi arricchita parecchio rispetto alle magre prestazioni dello scorso campionato. Impossibile non citare, tra le potenziali sorprese, i Philadelphia Sixers che, dopo anni di spudorato tanking, sono finalmente pronti a far vedere la forza di un roster giovanissimo e ricco di talento. Enorme attesa riguardo a Markelle Fultz, prima scelta assoluta al Draft 2017, ma anche a Ben Simmons, al suo secondo anno ma dopo una stagione passata in tribuna a guardare i compagni. Ma la mossa più efficace dell’estate dei 76ers potrebbe non riguardare la gioventù: il fatto di unire a tutti questi ragazzini un paio di veterani come JJ Redick e Amir Johnson potrebbe rivelarsi il perfetto collante che mancava per arrivare ai risultati sperati. Poi tante, troppe squadre mediocri la cui rosa permette di sperare sì nei playoff, ma poco altro. In questo gruppo risaltano i Washington Wizards, che hanno bisogno di un’ottima stagione da parte del duo Wall-Beal per non rimanere impantanati nei bassifondi dell’Est. Nello stesso raggruppamento tante altri team dal futuro nebuloso: i Chicago Bulls, dopo l’addio a Jimmy Butler, ripartono da una base giovane sperando che Markkanen faccia vedere anche in NBA gli highlights offerti ai tifosi durante Eurobasket 2017; i Miami Heat possono contare sul duo Dragic-Whiteside (il primo, tra l’altro, eletto MVP proprio dell’europeo conclusosi ieri con l’incredibile successo della sua Slovenia) e su qualche giovane interessante, in più l’arrivo di Olynyk apporta la giusta cattiveria sotto canestro; i Detroit Pistons vogliono stupire tutti grazie agli arrivi di Avery Bradley (via trade) e Luke Kennard (via Draft), due esterni dotati entrambi di ottime percentuali dall’arco; gli Atlanta Hawks sperano che Dennis Schroeder ripeta quanto di buono fatto vedere con la sua Germania, inoltre gli arrivi di Belinelli, Dedmon e del rookie Collins potrebbero giovare ad un roster scarno; taciturni ma potenzialmente letali gli Orlando Magic, che al Draft hanno pescato bene in ottica futura col “nuovo Durant” Jonathan Isaac, mentre per il presente Terrence Ross e Jonathon Simmons possono dare il giusto sprint. Sul fondo della Conference i New York Knicks, incapaci di muoversi realmente sul mercato anche se saldamente aggrappati all’unicorno Porzingis (anche per lui un ottimo Eurobasket); poi gli Indiana Pacers, che dopo la forzata cessione di Paul George si ritrovano a ricominciare da capo; infine i Brooklyn Nets, che forse dopo l’arrivo di D’Angelo Russell e DeMarre Carroll possono sperare in una stagione dignitosa.

Come la trade Irving-Thomas cambia gli equilibri della Eastern Conference

Nella notte si è concretizzato quello che con ogni probabilità si rivelerà lo scambio più rumoroso di tutta l’estate NBA: Kyrie Irving ai Boston Celtics in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder, Ante Zizic ed una prima scelta.

Questa trade sposta sicuramente gli equilibri della Conference orientale, tuttavia in realtà il valore assoluto delle due squadre rimane simile: i Celtics trovano un giocatore-franchigia ma perdono il loro leader, due buoni giocatori di rotazione ed una scelta; i Cavs in cambio perdono la spalla di LeBron ma trovano tre giocatori che potrebbero “ricostruire” il roster, otre ad una scelta che potrebbe rivelarsi importantissima per il futuro.

Boston Celtics

I verdi arrivano da un’annata più che positiva, in cui hanno concluso la regular season al primo posto ad Est salvo poi arrendersi, durante i playoff, nella finale di Conference proprio contro Cleveland (ha pesato molto l’infortunio di Thomas, che ha saltato quasi tutta la serie). Quest’estate hanno fatto il possibile per migliorarsi al punto da diventare una reale contender: innanzitutto il Draft, in cui la pesca di Jayson Tatum significa trovare un giocatore di sicuro talento e più pronto rispetto a molti altri; poi la firma di Gordon Hayward, top player silenzioso che, per caratteristiche di gioco (range di tiro e tanta difesa), sembra adattarsi a meraviglia allo stile di gioco della squadra. Infine l’arrivo di Kyrie Irving, il cui valore è indiscutibile anche se a volte viene criticata la sua scarsa leadership in campo.

Tutti questi fattori fanno sì che ora i Celtics siano diventati una franchigia veramente pericolosa, che può legittimamente ambire al fantomatico anello giocandosela alla pari con chiunque. Sicuramente bisognerà trovare la chimica giusta, visti i tanti cambi nella rosa, ma Brad Stevens ha tutte le carte in regola per trasformare finalmente i suoi ragazzi nella macchina da guerra in cui tanti speravano.

Potenziale quintetto: Irving-Smart-Hayward-Morris-Horford. Giocatori di rotazione: Larkin, Rozier, Brown, Tatum, Baynes.

Cleveland Cavaliers

L’altro lato della medaglia è quello dei Cavs, costretti allo scambio dopo la richiesta di cessione di Kyrie Irving. Dopo tre Finals consecutive (ed un titolo nel 2016), LeBron & Co si trovano costretti a “ricominciare da capo”, avendo perso una delle stelle della squadra. Tra l’altro, l’estate a Cleveland era stata fin qui silenziosa, quasi inutile: zero scelte al Draft, poche nuove firme e di valore relativo su cui spicca solamente quella di Derrick Rose, giocatore che in molti ritengono finito dopo i vari infortuni.

Eppure lo scambio che toglie a LeBron il suo braccio destro sembrerebbe essere la cosa migliore per una squadra che ormai ha bisogno di rigenerarsi per continuare a volare alto nella Eastern Conference. Isaiah Thomas, anche se momentaneamente acciaccato, è un giocatore di ottimo livello, e se non si scornerà con King James per la leadership della franchigia potrà esserne un partner-in-crime perfetto. L’unico problema potrebbe a questo punto essere la presenza di Rose, ma probabilmente Tyronn Lue deciderà di schierarli in campo allo stesso tempo, tenendo pronto JR Smith nel caso in cui uno dei due non fosse in grado di dare il giusto contributo. Oltre a Thomas arriva Jae Crowder, ala piccola/grande specializzata nella fase difensiva, uno che fa il lavoro sporco per la squadra, ideale comprimario di James oppure di Love. In più sbarca insieme ai due sopra citati Ante Zizic, centro croato classe ’97 con buon potenziale fisico e tecnico, anche se molto acerbo sul piano del gioco. Infine un elemento che quasi certamente si rivelerà più importante del previsto: una prima scelta al Draft, che permetterà ai Cavaliers di svecchiarsi durante la prossima estate.

Potenziale quintetto: Thomas-Rose-James-Love-Thompson. Giocatori di rotazione: Shumpert, Smith, Korver, Crowder, Frye.

Jay-Z supporta Big Baller Brand, Lonzo Ball ringrazia

In una recente intervista, il celeberrimo rapper e produttore discografico Jay-Z ha dichiarato: “Ho comprato ben tre paia di scarpe Big Baller. Non me le hanno regalate, ho voluto comprarle io. Apprezzo molto LaVar Ball, perché ha voluto creare il suo brand personale invece che seguire quelli già esistenti come fanno tutti. Potrebbe aver fatto un errore, ma io lo supporto, perché è stato coraggioso ed ha fatto una cosa che nessun altro prima aveva avuto il coraggio di fare”.

Lonzo Ball ha voluto subito rispondergli, ringraziandolo per le belle parole e per la pubblicità.