I pronostici (molto in anticipo) per il Rookie of the Year 2017/18

Il Draft a cui abbiamo potuto assistere meno di una settimana fa è forse il migliore degli ultimi 10-15 anni. Una quantità così grande di giovani talenti e potenziali top players si è vista poche volte nella storia, per cui ci si aspetta molto per la prossima stagione dai ragazzi selezionati. Proviamo a delineare quella che potrebbe essere la corsa al Rookie of the Year 2017/18.

I nomi scontati

Ovviamente, i primi nomi da prendere in considerazione sono quelli già famosi: Markelle Fultz e Lonzo Ball, due giocatori che si sono a lungo contesi la prima chiamata e che hanno tutte le carte in regola per stupire da subito. Fultz sarà il playmaker titolare dei Sixers, squadra giovane che punta molto su di lui e che quindi gli concederà tanto spazio per mettere in luce le sue doti di tiratore infaticabile. Anche Ball sarà il principale portatore di palla della sua squadra, i Lakers, che in lui vedono la colonna su cui costruire il roster nei prossimi anni. Dell’ex UCLA colpiscono soprattutto la straordinaria visione di gioco e lo stile innovativo. Terzo incomodo tra i super favoriti c’è uno che non è stato scelto quest’anno, ma non avendo giocato neanche una partita l’anno scorso può concorrere lo stesso: Ben Simmons, anche lui in forza a Philadelphia.

Altri da tenere in considerazione

Ci sono vari altri giocatori che certamente possono giocarsi le loro carte per il premio di matricola dell’anno: ovviamente il numero tre Jayson Tatum solleva grandi aspettative, anche perché già prima di essere selezionato dai Celtics era considerato tra i più pronti per giocare in NBA, soprattutto fisicamente ma anche a livello tecnico. Come lui anche Josh Jackson dirà la sua, anche se le acerbe doti tecniche lo tengono un passo indietro rispetto ai primi. Un altro da non dimenticare assolutamente è De’Aaron Fox, che ha il compito di guidare i Sacramento Kings e certamente lo vedremo parecchio sul parquet già dai primi match. Infine appaiono già abbastanza formati da poter sfondare in NBA i vari Monk, Kennard, Mitchell e forse anche Markkanen e Smith Jr.

Le potenziali sorprese

Ci sono alcuni che invece potrebbero salire alla ribalta senza preavviso, giocatori considerati magari di seconda fascia rispetto a quelli già citati ma che comunque di talento ne hanno. Un esempio è Justin Jackson, giocatore che può non sembrare un fenomeno ma che ha passato tre anni in uno dei college più duri e vincenti di sempre (UNC) e per questo ha già la tempra giusta. Stesso discorso per Frank Mason III, anche se il suo ruolo di vice-Fox forse non gli permetterà di esprimersi al massimo. Da considerare anche Jawun Evans, che potrebbe essere un nuovo Isaiah Thomas; attenzione anche ai due playmaker “attempati” ma molto interessanti Monte Morris e Nigel Williams-Goss, oltre all’uomo dei tiri allo scadere Dillon Brooks. Infine gli elementi misteriosi, che potrebbero tanto essere dei flop quanto rivelarsi assi nella manica; su tutti, Frank Ntikilina e Terrance Ferguson.

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