ROY Award Preview – Basketball Curiosities

Lonzo Ball (PG, Lakers): dopo l’immenso hype creato dalla sua famiglia, ma soprattutto dopo che i Lakers hanno affidato completamente a lui il futuro della squadra, non gli rimane che rispettare i pronostici. Il talento c’è, la personalità anche: il ragazzo sembra proprio destinato a dominare. Uno dei maggiori candidati per il premio, dunque, non può che essere lui.

De’Aaron Fox (PG, Kings): un altro che fa della personalità il suo marchio di fabbrica; oltre a ciò, stupisce l’incredibile atletismo che riesce ad avere nonostante il ruolo. La sua fortuna è quella di essere capitato in una squadra in totale ricostruzione come i Sacramento Kings, privi di un vero leader e bisognosi di trovare giovani in grado di mettere le basi per un futuro roseo. E questo non fa altro che aumentare le chance di vittoria del carismatico Fox.

Jayson Tatum (SF, Celtics): forse tra questi ragazzi è lui quello più pronto a misurarsi col basket senior. Ragazzo taciturno, ma per lui parla il campo: atletismo da vendere, ottima tecnica e percentuali di tiro di tutto rispetto fanno di lui uno dei prospetti più interessanti. Resta solo da vedere il minutaggio che gli concederanno gli ambiziosi Celtics.

Markelle Fultz (PG, Sixers): meritatissima prima scelta, ha stupito chiunque nel suo unico anno di college. Playmaker dotato di grande fisicità, si è fatto notare anche grazie all’incredibile coraggio con cui si prende dei tiri praticamente impossibili, e che segna pure. Forse avrà bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi nella lega, ma i freschissimi Sixers sono di certo tra le migliori franchigie per un giovane che vuole arrivare al top.

Dennis Smith Jr (PG, Mavericks): è arrivato al Draft senza fare troppo rumore, poi alla Summer League ha mostrato a tutti il suo valore. Point guard dotata di una velocità pazzesca, fa delle penetrazioni al ferro il suo punto di forza. I Mavericks hanno scommesso tutto su di lui e di certo lo faranno giocare parecchio, l’impressione è che non rimarranno delusi.

Altri cinque giovani da tenere d’occhio: Lauri Markkanen (PF, Bulls), Luke Kennard (SG, Pistons), Josh Jackson (SF, Suns), Donovan Mitchell (SG, Jazz), Justin Jackson (SF, Kings).

Come la trade Irving-Thomas cambia gli equilibri della Eastern Conference

Nella notte si è concretizzato quello che con ogni probabilità si rivelerà lo scambio più rumoroso di tutta l’estate NBA: Kyrie Irving ai Boston Celtics in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder, Ante Zizic ed una prima scelta.

Questa trade sposta sicuramente gli equilibri della Conference orientale, tuttavia in realtà il valore assoluto delle due squadre rimane simile: i Celtics trovano un giocatore-franchigia ma perdono il loro leader, due buoni giocatori di rotazione ed una scelta; i Cavs in cambio perdono la spalla di LeBron ma trovano tre giocatori che potrebbero “ricostruire” il roster, otre ad una scelta che potrebbe rivelarsi importantissima per il futuro.

Boston Celtics

I verdi arrivano da un’annata più che positiva, in cui hanno concluso la regular season al primo posto ad Est salvo poi arrendersi, durante i playoff, nella finale di Conference proprio contro Cleveland (ha pesato molto l’infortunio di Thomas, che ha saltato quasi tutta la serie). Quest’estate hanno fatto il possibile per migliorarsi al punto da diventare una reale contender: innanzitutto il Draft, in cui la pesca di Jayson Tatum significa trovare un giocatore di sicuro talento e più pronto rispetto a molti altri; poi la firma di Gordon Hayward, top player silenzioso che, per caratteristiche di gioco (range di tiro e tanta difesa), sembra adattarsi a meraviglia allo stile di gioco della squadra. Infine l’arrivo di Kyrie Irving, il cui valore è indiscutibile anche se a volte viene criticata la sua scarsa leadership in campo.

Tutti questi fattori fanno sì che ora i Celtics siano diventati una franchigia veramente pericolosa, che può legittimamente ambire al fantomatico anello giocandosela alla pari con chiunque. Sicuramente bisognerà trovare la chimica giusta, visti i tanti cambi nella rosa, ma Brad Stevens ha tutte le carte in regola per trasformare finalmente i suoi ragazzi nella macchina da guerra in cui tanti speravano.

Potenziale quintetto: Irving-Smart-Hayward-Morris-Horford. Giocatori di rotazione: Larkin, Rozier, Brown, Tatum, Baynes.

Cleveland Cavaliers

L’altro lato della medaglia è quello dei Cavs, costretti allo scambio dopo la richiesta di cessione di Kyrie Irving. Dopo tre Finals consecutive (ed un titolo nel 2016), LeBron & Co si trovano costretti a “ricominciare da capo”, avendo perso una delle stelle della squadra. Tra l’altro, l’estate a Cleveland era stata fin qui silenziosa, quasi inutile: zero scelte al Draft, poche nuove firme e di valore relativo su cui spicca solamente quella di Derrick Rose, giocatore che in molti ritengono finito dopo i vari infortuni.

Eppure lo scambio che toglie a LeBron il suo braccio destro sembrerebbe essere la cosa migliore per una squadra che ormai ha bisogno di rigenerarsi per continuare a volare alto nella Eastern Conference. Isaiah Thomas, anche se momentaneamente acciaccato, è un giocatore di ottimo livello, e se non si scornerà con King James per la leadership della franchigia potrà esserne un partner-in-crime perfetto. L’unico problema potrebbe a questo punto essere la presenza di Rose, ma probabilmente Tyronn Lue deciderà di schierarli in campo allo stesso tempo, tenendo pronto JR Smith nel caso in cui uno dei due non fosse in grado di dare il giusto contributo. Oltre a Thomas arriva Jae Crowder, ala piccola/grande specializzata nella fase difensiva, uno che fa il lavoro sporco per la squadra, ideale comprimario di James oppure di Love. In più sbarca insieme ai due sopra citati Ante Zizic, centro croato classe ’97 con buon potenziale fisico e tecnico, anche se molto acerbo sul piano del gioco. Infine un elemento che quasi certamente si rivelerà più importante del previsto: una prima scelta al Draft, che permetterà ai Cavaliers di svecchiarsi durante la prossima estate.

Potenziale quintetto: Thomas-Rose-James-Love-Thompson. Giocatori di rotazione: Shumpert, Smith, Korver, Crowder, Frye.

Pierce crede nei Celtics: “Toglieranno il trono a LeBron”

Paul Pierce, il giorno dopo aver firmato il contratto simbolico che lo legherà a vita alla squadra di Boston, si è dichiarato fiducioso sul futuro della franchigia, che durante la free agency si è rafforzata con Gordon Hayward: “Mi piace la nuova squadra. Ora è il momento di togliere il trono a LeBron, i Celtics sono tornati”. The Truth ha anche avuto parole positive per la terza scelta al Draft Jayson Tatum: “Può fare tanto se lavora sodo. Mi piace quel ragazzo, ha tutti i mezzi per arrivare in alto.”

I Lakers dominano la Summer League, finale vinta anche senza Lonzo

I ragazzi di Magic Johnson si portano a casa il trofeo di Las Vegas, sconfiggendo in finale i Blazers e confermando di aver pescato il jolly la notte del Draft: con Lonzo Ball assente per un problema al polpaccio, Kyle Kuzma si prende di nuovo la squadra sulle spalle e la porta alla vittoria con un’ottima prova da 30 punti e 10 rimbalzi (11/16 dal campo). Lonzo, nonostante appunto l’assenza nella partita conclusiva, viene eletto MVP del torneo ed inserito nel primo quintetto, insieme a Dennis Smith Jr (Mavericks), Josh Jackson (Suns), Caleb Swanigan (Blazers) e John Collins (Hawks). Nel secondo quintetto, invece, Bryn Forbes (Spurs), Wayne Selden Jr (Grizzlies), Jayson Tatum (Celtics), Cheick Diallo (Pelicans) e Kyle Kuzma (Lakers).

(VIDEO) Summer League, stupiscono in positivo i rookies

In quello che è per eccellenza il torneo dei nuovi arrivati in NBA, le matricole hanno dato vita ad uno show davvero di alto livello, ricordando ancora una volta come questa sia la miglior classe Draft degli ultimi anni. Nel video possiamo vedere alcune giocate dei migliori rookies di questa Summer League, ma tanti altri hanno brillato, come per esempio Jonathan Isaac dei Magic, Lauri Markkanen dei Bulls, Luke Kennard dei Pistons, Bam Adebayo degli Heat, Justin Jackson dei Kings e la sorpresa Kyle Kuzma dei Lakers.

(VIDEO) L’incredibile Summer League di Jaylen Brown

La terza scelta assoluta del Draft 2016 sta dimostrando tutte le sue doti in questa Summer League: atletismo fuori dal comune, ottima tecnica e grande impegno. E i Celtics ringraziano: la coppia Brown-Tatum si è rivelata deleteria per ogni avversario incontrato in SL finora.

Ecco il video degli highlights di Jaylen Brown contro  i Trail Blazers: tra essi una schiacciata che potrebbe essere tra le migliori dell’intero torneo.

NBA Summer League, i rookie più attesi: al debutto Tatum vs Fultz

Rispetta le attese una delle partite più intriganti della Summer League 2017: i Celtics e i Sixers danno spettacolo, lottando in una partita chiusa solo sull’ultima sirena. A prevalere alla fine è Boston per 89-88, grazie proprio al game-winner di Jayson Tatum. Per lui in totale 21 punti, 7 rimbalzi e 5 rubate. Neanche Markelle Fultz sta a guardare: per l’ex Washington 17 punti in 22 minuti. Da segnalare l’incredibile prestazione di Jaylen Brown, autore di 29 punti e 13 rimbalzi.

I pronostici (molto in anticipo) per il Rookie of the Year 2017/18

Il Draft a cui abbiamo potuto assistere meno di una settimana fa è forse il migliore degli ultimi 10-15 anni. Una quantità così grande di giovani talenti e potenziali top players si è vista poche volte nella storia, per cui ci si aspetta molto per la prossima stagione dai ragazzi selezionati. Proviamo a delineare quella che potrebbe essere la corsa al Rookie of the Year 2017/18.

I nomi scontati

Ovviamente, i primi nomi da prendere in considerazione sono quelli già famosi: Markelle Fultz e Lonzo Ball, due giocatori che si sono a lungo contesi la prima chiamata e che hanno tutte le carte in regola per stupire da subito. Fultz sarà il playmaker titolare dei Sixers, squadra giovane che punta molto su di lui e che quindi gli concederà tanto spazio per mettere in luce le sue doti di tiratore infaticabile. Anche Ball sarà il principale portatore di palla della sua squadra, i Lakers, che in lui vedono la colonna su cui costruire il roster nei prossimi anni. Dell’ex UCLA colpiscono soprattutto la straordinaria visione di gioco e lo stile innovativo. Terzo incomodo tra i super favoriti c’è uno che non è stato scelto quest’anno, ma non avendo giocato neanche una partita l’anno scorso può concorrere lo stesso: Ben Simmons, anche lui in forza a Philadelphia.

Altri da tenere in considerazione

Ci sono vari altri giocatori che certamente possono giocarsi le loro carte per il premio di matricola dell’anno: ovviamente il numero tre Jayson Tatum solleva grandi aspettative, anche perché già prima di essere selezionato dai Celtics era considerato tra i più pronti per giocare in NBA, soprattutto fisicamente ma anche a livello tecnico. Come lui anche Josh Jackson dirà la sua, anche se le acerbe doti tecniche lo tengono un passo indietro rispetto ai primi. Un altro da non dimenticare assolutamente è De’Aaron Fox, che ha il compito di guidare i Sacramento Kings e certamente lo vedremo parecchio sul parquet già dai primi match. Infine appaiono già abbastanza formati da poter sfondare in NBA i vari Monk, Kennard, Mitchell e forse anche Markkanen e Smith Jr.

Le potenziali sorprese

Ci sono alcuni che invece potrebbero salire alla ribalta senza preavviso, giocatori considerati magari di seconda fascia rispetto a quelli già citati ma che comunque di talento ne hanno. Un esempio è Justin Jackson, giocatore che può non sembrare un fenomeno ma che ha passato tre anni in uno dei college più duri e vincenti di sempre (UNC) e per questo ha già la tempra giusta. Stesso discorso per Frank Mason III, anche se il suo ruolo di vice-Fox forse non gli permetterà di esprimersi al massimo. Da considerare anche Jawun Evans, che potrebbe essere un nuovo Isaiah Thomas; attenzione anche ai due playmaker “attempati” ma molto interessanti Monte Morris e Nigel Williams-Goss, oltre all’uomo dei tiri allo scadere Dillon Brooks. Infine gli elementi misteriosi, che potrebbero tanto essere dei flop quanto rivelarsi assi nella manica; su tutti, Frank Ntikilina e Terrance Ferguson.

Jayson Tatum può schiacciare con un’armatura addosso

Considerato uno dei più forti prospetti della sua annata, e recentemente draftato con la terza chiamata assoluta dai Boston Celtics, Tatum ha svolto un’interessante test per ESPN Sports Science. Per testare la sua incredibile esplosività, è stato bardato con un’armatura pesante circa 30 kg e ha dovuto schiacciare con tutto l’ingombro addosso.

Jayson Tatum e il programma per aiutare le mamme single

Bell’iniziativa dell’ex Duke: quando entrerà ufficialmente nella lega NBA (il che porterà nelle sue tasche i primi milioni), creerà un programma per aiutare economicamente ed umanamente le mamme single; questo perché lui stesso è stato cresciuto solo dalla madre. Un bel gesto per un ragazzo di soli 19 anni.