Ormai è guerra tra gli O’Neal e i Ball

LaVar Ball ha avuto lo stesso effetto di un terremoto all’interno del mondo NBA, questo si sa. Ma è altrettanto conosciuto il carattere combattivo di Shaquille O’Neal, che non ha potuto evitare di rispondere alle sue dichiarazioni, promettendo di incollarsi alla testa una parrucca bionda nel caso in cui il capofamiglia Ball fosse riuscito a batterlo in uno contro uno. A rincarare la dose ci ha pensato Shareef, figlio di Shaq e buon prospetto del basket americano, che intervistato ha detto: “Conosco LaMelo (terzo figlio di LaVar e altro prospetto del basket USA) fuori dal campo, sul parquet non ci siamo mai incontrati ma so che potrei batterlo”.

Lonzo continua a non indossare scarpe Big Baller, LaVar: “Lui è indipendente”

Strano caso durante la Summer League: in tutte le ultime partite Lonzo Ball non ha mai indossato le scarpe “di famiglia”, le Big Baller, preferendo prima le Nike (con cui ha giocato la sua miglior partita) e poi le Adidas (le Currys). Papà LaVar però non ha polemizzato a riguardo: “Lui è indipendente, può mettersi le scarpe che vuole”. Che questo sia un primo segnale del disaccordo tra il play dei Lakers e il suo eccentrico padre?

Free agency, le firme – East/West #13

Ad Est, non succede assolutamente nulla. Ormai i giocatori ancora rimasti senza squadra sono pochi, quindi le operazioni di mercato dovrebbero praticamente essere terminate.

Ad Ovest, ancora attivi i Jazz: tagliano l’ala Boris Diaw, veterano francese, e firmano il lungo proveniente dal Fehnerbahce Ekpe Udoh. Il nigeriano naturalizzato statunitense, miglior giocatore difensivo dell’ultima Eurolega (vinta), ritorna in NBA dopo le esperienze con Warriors, Bucks e Clippers. Gli Spurs invece rinunciano ai diritti sulla guardia atletica Jonathon Simmons: al suo posto preso l’ex Efes Brandon Paul. Rajon Rondo non ha ancora trovato una squadra che lo metta sotto contratto, ma forse a breve i Pelicans potrebbero offrirgli un annuale. Nel frattempo dalla corsa per il playmaker ex Bulls si sono ritirati i Lakers, che hanno deciso di scommettere su Alex Caruso, giovane visto brillare alla Summer League, come riserva di Lonzo Ball.

Lonzo si toglie le scarpe Big Baller e diventa un fenomeno

Nell’occasione della sfida di Summer League contro i Philadelphia 76ers, Lonzo si è presentato per la prima volta con delle normali scarpe Nike dedicate a Kobe Bryant al posto delle solite Big Baller ZO2s. Sarà un caso, ma proprio nella partita senza le scarpe “di famiglia” il playmaker dei Lakers ha dato il meglio di sé firmando una prestazione stellare da 36 punti, 11 rimbalzi, 8 assist, 5 rubate e addirittura 2 stoppate.

(VIDEO) Summer League, stupiscono in positivo i rookies

In quello che è per eccellenza il torneo dei nuovi arrivati in NBA, le matricole hanno dato vita ad uno show davvero di alto livello, ricordando ancora una volta come questa sia la miglior classe Draft degli ultimi anni. Nel video possiamo vedere alcune giocate dei migliori rookies di questa Summer League, ma tanti altri hanno brillato, come per esempio Jonathan Isaac dei Magic, Lauri Markkanen dei Bulls, Luke Kennard dei Pistons, Bam Adebayo degli Heat, Justin Jackson dei Kings e la sorpresa Kyle Kuzma dei Lakers.

Anche Lonzo Ball infortunato alla Summer League

L’ex UCLA ha saltato quello che poteva essere un match davvero interessante contro i Kings del rivale De’Aaron Fox. Questo a causa di un infortunio all’inguine, che tuttavia secondo i Lakers non dovrebbe essere serio. In questo momento, però, l’infermeria della squadra californiana è parecchio affollata: sono infatti out per infortunio anche Brandon Ingram (crampi verso la fine della partita coi Clippers), Kyle Kuzma (crampi anche per lui) e Josh Hart (problemi alla caviglia).

Ecco il Lonzo che aspettavamo: tripla doppia contro i Celtics!

Dopo l’opaca prestazione della prima partita, i più scettici già si fregavano le mani pensando al possibile fallimento del play ex UCLA. Ed invece lui, con facilità, li ha smentiti firmando una prestazione di livello altissimo. Per lui nella sconfitta con Boston 11 punti, ma soprattutto 11 rimbalzi ed 11 assist in una partita interpretata da vero leader in campo. Lonzo così rassicura Magic Johnson e tutta Los Angeles, promettendo di guidare i suoi Lakers come lui e pochi altri sanno fare.

Da segnalare, nella stessa partita, anche l’ottima prestazione del rookie ex Utah Kyle Kuzma: il lungo ventiduenne è stato autore di 31 punti.

Lonzo Ball, pessimo esordio in Summer League

Il nuovo playmaker dei Los Angeles Lakers ha tradito le attese con una brutta prestazione all’esordio in Summer League (sconfitta al supplementare nel derby con i Clippers): solo 5 punti in totale, anche se non sono mancati i lampi di bel gioco, con un inguardabile 1/11 da 3 punti e giocando ben 32 minuti. Papà LaVar l’ha definita “la peggior partita della sua vita”, ma non ha ridimensionato le ambizioni sue e del figlio, che secondo lui vincerà il titolo di Rookie of the Year portando i Lakers ai playoff. Nelle altre partite, interessante la sfida tra la quarta scelta del Draft Josh Jackson (Phoenix) e la quinta De’Aaron Fox (Sacramento): partita vinta dai Suns, ma prestazione esaltante per entrambi i giovani, autori di 18 punti a testa.

Tutti i fratelli Ball sulla nuova copertina di SLAM

Lonzo, LiAngelo e LaMelo saranno i protagonisti della copertina del magazine “SLAM”: il tema trattato nella rivista sarà infatti quello del futuro del basket. Papà LaVar non è presente nella foto, ma ha voluto lo stesso partecipare: ha infatti scritto un commento personale in cui spiega come la cosa più importante per lui sia che un genitore rimanga presente anche nella vita sportiva del figlio.

I pronostici (molto in anticipo) per il Rookie of the Year 2017/18

Il Draft a cui abbiamo potuto assistere meno di una settimana fa è forse il migliore degli ultimi 10-15 anni. Una quantità così grande di giovani talenti e potenziali top players si è vista poche volte nella storia, per cui ci si aspetta molto per la prossima stagione dai ragazzi selezionati. Proviamo a delineare quella che potrebbe essere la corsa al Rookie of the Year 2017/18.

I nomi scontati

Ovviamente, i primi nomi da prendere in considerazione sono quelli già famosi: Markelle Fultz e Lonzo Ball, due giocatori che si sono a lungo contesi la prima chiamata e che hanno tutte le carte in regola per stupire da subito. Fultz sarà il playmaker titolare dei Sixers, squadra giovane che punta molto su di lui e che quindi gli concederà tanto spazio per mettere in luce le sue doti di tiratore infaticabile. Anche Ball sarà il principale portatore di palla della sua squadra, i Lakers, che in lui vedono la colonna su cui costruire il roster nei prossimi anni. Dell’ex UCLA colpiscono soprattutto la straordinaria visione di gioco e lo stile innovativo. Terzo incomodo tra i super favoriti c’è uno che non è stato scelto quest’anno, ma non avendo giocato neanche una partita l’anno scorso può concorrere lo stesso: Ben Simmons, anche lui in forza a Philadelphia.

Altri da tenere in considerazione

Ci sono vari altri giocatori che certamente possono giocarsi le loro carte per il premio di matricola dell’anno: ovviamente il numero tre Jayson Tatum solleva grandi aspettative, anche perché già prima di essere selezionato dai Celtics era considerato tra i più pronti per giocare in NBA, soprattutto fisicamente ma anche a livello tecnico. Come lui anche Josh Jackson dirà la sua, anche se le acerbe doti tecniche lo tengono un passo indietro rispetto ai primi. Un altro da non dimenticare assolutamente è De’Aaron Fox, che ha il compito di guidare i Sacramento Kings e certamente lo vedremo parecchio sul parquet già dai primi match. Infine appaiono già abbastanza formati da poter sfondare in NBA i vari Monk, Kennard, Mitchell e forse anche Markkanen e Smith Jr.

Le potenziali sorprese

Ci sono alcuni che invece potrebbero salire alla ribalta senza preavviso, giocatori considerati magari di seconda fascia rispetto a quelli già citati ma che comunque di talento ne hanno. Un esempio è Justin Jackson, giocatore che può non sembrare un fenomeno ma che ha passato tre anni in uno dei college più duri e vincenti di sempre (UNC) e per questo ha già la tempra giusta. Stesso discorso per Frank Mason III, anche se il suo ruolo di vice-Fox forse non gli permetterà di esprimersi al massimo. Da considerare anche Jawun Evans, che potrebbe essere un nuovo Isaiah Thomas; attenzione anche ai due playmaker “attempati” ma molto interessanti Monte Morris e Nigel Williams-Goss, oltre all’uomo dei tiri allo scadere Dillon Brooks. Infine gli elementi misteriosi, che potrebbero tanto essere dei flop quanto rivelarsi assi nella manica; su tutti, Frank Ntikilina e Terrance Ferguson.