MVP Award Preview – Basketball Curiosities

La nuova stagione NBA è alle porte: ecco i cinque principali candidati al titolo di MVP 2017/18!

 

LeBron James: inutile dirlo, se si parla di MVP non prendere in considerazione The Chosen One equivale ad un’eresia. Quasi 33 anni e non sentirli, lui rimane l’unico motivo per cui i Cleveland Cavaliers rimangono tra i top team della lega. Solitamente si risparmia durante la Regular Season per poi scatenarsi nei playoff, ma chissà che quest’anno King James non decida di deliziarci con le sue prodezze già da metà ottobre.

Kevin Durant: un altro che va citato per forza di cose è KD, tra l’altro vincitore dell’ultimo titolo di MVP delle Finals. Nonostante abbia intorno a sé tanti altri campioni ha dimostrato di essere un giocatore-franchigia, almeno per quanto riguarda le prestazioni sul parquet. Anche quest’anno si prevede quasi un trentello di media, che forse potrebbe riportarlo a vincere il titolo già collezionato nella stagione 2013/14.

Russell Westbrook: il miglior giocatore dello scorso anno subirà quasi certamente un calo delle prestazioni, vista l’aggiunta in squadra di un altro top scorer come Paul George. Tuttavia, considerando l’estrema completezza del suo modo di giocare, non è impossibile pensare che RW0 nella stagione 2017/18 possa bissare il titolo di Most Valuable Player della stagione 2016/17.

James Harden: arrivato ad un soffio dalla vittoria la scorsa stagione, anche per lui la previsione è quella di vedere un calo rispetto agli ultimi anni vissuti da solista. L’aggiunta di Chris Paul a roster, infatti, lo porterà ad avere molto meno la palla in mano, facendolo tornare un attaccante puro com’era ad inizio carriera. Questo però potrebbe anche giovargli: avere meno responsabilità in campo può anche voler dire giocare con la mente sgombra e di conseguenza giocare meglio.

Giannis Antetokounmpo: la sorpresa potrebbe essere proprio lui. In realtà di sorpresa non si può parlare, viste le medie extraterrestri di un anno fa che gli sono tra l’altro valse il titolo di Most Improved Player, e comunque ci sono pochi dubbi sul fatto che The Greek Freak quest’anno si dimostrerà ancora più dominante e completo della stagione scorsa.

Altri cinque giocatori da tenere d’occhio: Kawhi Leonard, Stephen Curry, Kyrie Irving, Anthony Davis, Damian Lillard

17 Ottobre: Si Ricomincia! – West

Il 17 ottobre si aprirà ufficialmente la stagione NBA 2017/18, dopo un’estate rovente ricca di trade e firme importanti, condita da un Draft destinato ad essere tra i migliori degli ultimi anni: andiamo a vedere come si presentano le trenta franchigie ai nastri di partenza.

Western Conference

Ad Ovest la competizione è sempre serrata e le squadre potenzialmente in grado di luccicare sono molte. Ovviamente partono da favoritissimi i campioni NBA in carica Golden State Warriors: d’altronde quando hai in quintetto Steph Curry, Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green non puoi neanche pensare di fare una stagione mediocre. Gli unici che potrebbero davvero creare qualche grattacapo ai ragazzi di coach Kerr sono i Houston Rockets del Barba Harden, che dopo la firma di Chris Paul hanno tanta voglia di arrivare in cima. Grande attesa anche per i Los Angeles Clippers: l’addio di Paul poteva lasciare un vuoto incolmabile, ma la dirigenza è stata brava a ricomporre la squadra in modo da evitare un crollo. Milos Teodosic può essere l’uomo giusto in cabina di regia, mentre Danilo Gallinari (sorvoliamo sullo stupido infortunio) garantisce punti e fisicità in ala; Lou Williams come sesto uomo completa una squadra che rimane di primo livello. Garanzia di buone prestazioni sono anche i San Antonio Spurs, che però stanno vivendo un cambio generazionale non indifferente: vedremo se il guru Gregg Popovich sarà in grado, anche quest’anno, di avere tra le mani un gruppo competitivo. Da prendere in considerazione per un posto tra le prime della classe anche i Minnesota Timberwolves: quest’estate la dirigenza ha deciso di sacrificare qualche giovane di buona speranza (LaVine e Dunn) per accaparrarsi un top player come Jimmy Butler e sperare finalmente in un considerevole aumento della percentuale vittorie. Impossibile non citare, tra le franchigie di buone speranze dell’Ovest, gli Oklahoma City Thunder: Westbrook ha finalmente ritrovato una spalla (che gli mancava dalla partenza di KD) in Paul George, ed in molti considerano questa coppia come una delle migliori dell’intera lega; curiosità anche per il rookie pescato dai Thunder al Draft, il duttilissimo Terrance Ferguson. Ottimo Draft anche per i Portland Trail Blazers: grazie ad una trade, infatti, la squadra di Damian Lillard ha potuto scegliere due lunghi molto interessanti come Caleb Swanigan (giocatore già pronto ma dal potenziale limitato) e Zach Collins (molto più acerbo ma potenzialmente un fenomeno). Attesissimi dagli addetti ai lavori sono i New Orleans Pelicans del mortifero duo di lunghi Davis-Cousins: quest’estate la squadra si è arricchita di qualche veterano esperto come Tony Allen e Rajon Rondo, oltre che di un giovane di buone prospettive come Frank Jackson. Escono arricchiti dal mercato estivo anche i Denver Nuggets, che in Paul Millsap trovano un top player da affiancare a Nikola Jokic. Arriviamo poi all’ultima fascia della Conference, quella composta di squadre che dovranno sudare per conquistarsi un posto in offseason: i Memphis Grizzlies da anni sono autori di stagioni sopra le aspettative, ma dopo un mercato discutibile i tifosi sono parecchio preoccupati; stesso discorso per gli Utah jazz, che dopo aver perso il loro miglior giocatore Hayward devono trovare la forza di rialzarsi sperando nei neo-acquisti (Rubio, Sefolosha, Jerebko, Udoh…) e nei giovani (Mitchell, Williams-Goss…). Altro punto di domanda sono i Dallas Mavericks: Nowitzki si avvia ormai verso la meritata conclusione di una carriera strepitosa, e di altri top player nel roster non c’è neanche l’ombra. La speranza è quella di mantenere un gruppo solido di buoni giocatori, come ad esempio Barnes, Matthews, Noel, e contemporaneamente sperare nell’esplosione di uno dei giovani: da questo punto di vista Dennis Smith Jr sembra davvero destinato a fare grandi cose, inoltre i due undrafted PJ Dozier e Johnathan Motley hanno le potenzialità per superare le aspettative. Infine le squadre che vedono nella gioventù la luce alla fine del tunnel, sperando già da quest’anno di risalire pian piano la china per essere, magari tra qualche anno, di nuovo al top: i Los Angeles Lakers, dopo l’addio di Kobe l’anno scorso, sperano di aver trovato un nuovo giocatore-franchigia nel discussissimo Lonzo Ball; inoltre i vari Kuzma, Ingram, Hart, Zubac possono dire la loro. Discorso simile per i Sacramento Kings: il grande interesse per la squadra deriva dal Draft, grazie a cui sono giunti a roster De’Aaron Fox, playmaker dotato di grande personalità, e Justin Jackson, un altro che non ha paura di nulla sul parquet, oltre a Frank Mason ed Harry Giles. Dall’Europa è arrivato Bogdan Bogdanovic, ieri inserito nel quintetto ideale di Eurobasket, che ha di certo un futuro roseo davanti. A completamento di un gruppo davvero buono qualche giocatore di maggiore esperienza come Vince Carter, Zach Randolph e George Hill. Ultimi, ma non per importanza, i Phoenix Suns, che possono vantare la terza scelta assoluta Josh Jackson oltre all’ormai top player Devin Booker.

17 Ottobre: Si Ricomincia! – East

Il 17 ottobre si aprirà ufficialmente la stagione NBA 2017/18, dopo un’estate rovente ricca di trade e firme importanti, condita da un Draft destinato ad essere tra i migliori degli ultimi anni: andiamo a vedere come si presentano le trenta franchigie ai nastri di partenza.

 

Eastern Conference

Le squadre della costa Est, anche quest’anno, partono sfavorite rispetto a quelle dell’Ovest. Tuttavia, i recenti movimenti di mercato hanno decisamente cambiato le dinamiche di Conference. Innanzitutto i Boston Celtics, autori probabilmente di uno dei più prolifici mercati estivi di sempre. Prima il Draft, con l’arrivo di Jayson Tatum, giocatore di grande talento e che appare più pronto di molti altri a confrontarsi con il basket dei grandi. Poi l’attesissima firma di Gordon Hayward, top player taciturno che si sposa perfettamente con l’etica del lavoro dei C’s. Infine la trade più discussa dell’estate, quella che ha ufficialmente decretato un cambio sul trono dell’Est: l’arrivo di Kyrie Irving in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder e poco altro, infatti, eleva Boston a prima forza della Conference, mentre i Cavaliers ora si trovano nettamente dietro. Proprio la squadra di LeBron ha sbagliato completamente il mercato estivo: zero scelte al Draft, zero firme importanti. Poi la decisione di Irving di lasciare il team, e la conseguente perdita del giocatore che negli ultimi anni ha spalleggiato divinamente King James. Ora i Cavs si ritrovano a dover ricostruire, per evitare di crollare del tutto. Dietro ai due top team sembrerebbe esserci poco o niente, in realtà però qualche franchigia interessante che potrebbe brillare quest’anno la si può individuare: innanzitutto i Toronto Raptors, che anche in questa stagione cercheranno di arrivare fino all’atto conclusivo della Conference sperando di sorprendere le big; poi i Milwaukee Bucks, squadra in rampa di lancio per eccellenza, che rispecchia perfettamente il suo giocatore simbolo, Giannis Antetokounmpo. Gioventù, talento e tanta voglia di spaccare il mondo: questo il biglietto da visita dei ragazzi di coach Kidd. Tra l’altro i Bucks, quest’estate, si sono arricchiti di un giocatore dal potenziale sfavillante come DJ Wilson. Oltre a Milwaukee c’è attesa anche intorno a Charlotte, che con l’arrivo di Dwight Howard e di vari giovani interessanti al Draft, come ad esempio Malik Monk e Dwayne Bacon, sembra essersi arricchita parecchio rispetto alle magre prestazioni dello scorso campionato. Impossibile non citare, tra le potenziali sorprese, i Philadelphia Sixers che, dopo anni di spudorato tanking, sono finalmente pronti a far vedere la forza di un roster giovanissimo e ricco di talento. Enorme attesa riguardo a Markelle Fultz, prima scelta assoluta al Draft 2017, ma anche a Ben Simmons, al suo secondo anno ma dopo una stagione passata in tribuna a guardare i compagni. Ma la mossa più efficace dell’estate dei 76ers potrebbe non riguardare la gioventù: il fatto di unire a tutti questi ragazzini un paio di veterani come JJ Redick e Amir Johnson potrebbe rivelarsi il perfetto collante che mancava per arrivare ai risultati sperati. Poi tante, troppe squadre mediocri la cui rosa permette di sperare sì nei playoff, ma poco altro. In questo gruppo risaltano i Washington Wizards, che hanno bisogno di un’ottima stagione da parte del duo Wall-Beal per non rimanere impantanati nei bassifondi dell’Est. Nello stesso raggruppamento tante altri team dal futuro nebuloso: i Chicago Bulls, dopo l’addio a Jimmy Butler, ripartono da una base giovane sperando che Markkanen faccia vedere anche in NBA gli highlights offerti ai tifosi durante Eurobasket 2017; i Miami Heat possono contare sul duo Dragic-Whiteside (il primo, tra l’altro, eletto MVP proprio dell’europeo conclusosi ieri con l’incredibile successo della sua Slovenia) e su qualche giovane interessante, in più l’arrivo di Olynyk apporta la giusta cattiveria sotto canestro; i Detroit Pistons vogliono stupire tutti grazie agli arrivi di Avery Bradley (via trade) e Luke Kennard (via Draft), due esterni dotati entrambi di ottime percentuali dall’arco; gli Atlanta Hawks sperano che Dennis Schroeder ripeta quanto di buono fatto vedere con la sua Germania, inoltre gli arrivi di Belinelli, Dedmon e del rookie Collins potrebbero giovare ad un roster scarno; taciturni ma potenzialmente letali gli Orlando Magic, che al Draft hanno pescato bene in ottica futura col “nuovo Durant” Jonathan Isaac, mentre per il presente Terrence Ross e Jonathon Simmons possono dare il giusto sprint. Sul fondo della Conference i New York Knicks, incapaci di muoversi realmente sul mercato anche se saldamente aggrappati all’unicorno Porzingis (anche per lui un ottimo Eurobasket); poi gli Indiana Pacers, che dopo la forzata cessione di Paul George si ritrovano a ricominciare da capo; infine i Brooklyn Nets, che forse dopo l’arrivo di D’Angelo Russell e DeMarre Carroll possono sperare in una stagione dignitosa.